Praticare regolarmente un’attività sportiva riduce il senso di affaticamento e gli effetti collaterali della terapia, migliorando lo stato di salute globale

Più sport, più in forma, più in salute. Praticare un’attività fisica non solo aiuta a mantenersi in forma e a migliorare lo stato di benessere generale ma, per alcune forme tumorali, può anche contribuire a contrastare gli effetti collaterali dei farmaci. Uno studio osservazionale GIMEMA, presentato durante l’ultimo congresso della Società italiana di ematologia (SIE) tenutosi a Roma, ha mostrato come praticare un’attività fisica migliori la Qualità di Vita Legata alla Salute (HRQoL, Health-Related Quality of Life) dei pazienti affetti da mieloma multiplo.

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Il mieloma multiplo è un tumore ematologico caratterizzato dalla proliferazione incontrollata delle plasmacellule, ovvero cellule che hanno il compito di produrre gli anticorpi nella risposta immunitaria all’infezione. Ѐ un tumore che colpisce, prevalentemente, in età avanzata (dopo i sessanta anni) e può causare anemia, lesioni ossee, ipercalcemia e malattie renali. Il miglioramento delle terapie, che vanno dalla combinazione di più farmaci al trapianto di midollo osseo, ha aumentato di molto l’aspettativa di vita.
Molti dei pazienti sopravvissuti al mieloma multiplo continuano però a soffrire delle conseguenze delle lesioni ossee che hanno avuto, tra cui: deformità, dolore cronico, ridotta mobilità. Per questo, accanto alla valutazione dell’efficacia della cura e della sua tollerabilità, è importante indagare anche l’eventuale presenza di bisogni non soddisfatti o di altri fattori che potrebbero incidere sulla loro qualità di vita.

Nello studio, i ricercatori hanno analizzato la possibile associazione tra il praticare un’attività fisica e la qualità di vita di 112 pazienti che hanno preso parte all’indagine.

Questi pazienti sono stati individuati attraverso il registro olandese Profiles, che raccoglie dati di qualità della vita dei cittadini residenti in Olanda con diagnosi di cancro. Per l’indagine sono stati somministrati il questionario dell’Organizzazione europea per la ricerca e il trattamento del cancro (EORTC) Core-30 (QLQ-C30), con domande più generiche, e il questionario EORTC mieloma multiplo (QLQ-MY20), con domande più specifiche sul tipo di patologia. Sono stati considerati outcome primari di HRQoL tutte le scale del questionario EORTC QLQ-MY20 (ovvero prospettiva futura, immagine corporea, sintomi della malattia ed effetti collaterali del trattamento) e due scale del questionario EORTC QLQ-C30 (ovvero affaticamento e stato di salute globale).

Michela Servadio

La parte più innovativa del nostro studio è stata introdurre anche il questionario MY20. Sappiamo già da altri studi in letteratura che l’attività fisica migliora la qualità di vita dei pazienti affetti da tumori in generale. Ma pochi sono gli studi che correlano l’attività fisica a parametri specifici della qualità di vita del paziente affetto da mieloma multiplo”, spiega Michela Servadio, tra i ricercatori che hanno condotto lo studio.

Le informazioni sull’attività fisica praticata sono state raccolte tramite il questionario specifico European Prospective Investigation in Cancer (EPIC). I pazienti sono stati divisi in fisicamente attivi e fisicamente non attivi, a seconda che avessero praticato o meno un’attività sportiva costante durante l’anno precedente.

La valutazione dei risultati ottenuti sulla qualità di vita e sul praticare o meno un’attività sportiva ha mostrato delle differenze significative tra i due gruppi:

i pazienti che praticavano con regolarità un’attività fisica mostravano un migliore stato di salute globale, e avvertivano meno fatica ed effetti collaterali del trattamento.

 

Sebbene in questa fase non sia stato possibile stabilire una relazione causale, i risultati attuali contribuiscono a una migliore comprensione della relazione tra attività fisica e aspetti HRQoL specifici del mieloma multiplo.

Quello che abbiamo ottenuto è un ottimo punto di partenza, perché sono pochi i parametri noti di qualità di vita sul mieloma multiplo”

il commento di Servadio.

“Il nostro era uno studio trasversale. Sarebbe interessante, in futuro, condurre anche degli studi longitudinali per poter stabile un’eventuale relazione causale e vedere se nel tempo l’attività fisica migliori la qualità di vita dei pazienti affetti da questa patologia”.