Era il 1982 quando nacque GIMEMA, il Gruppo Italiano Malattie EMatologiche dell’Adulto. Alcuni colleghi, direi amici, mi seguirono nell’idea di unire forze, conoscenze e casistiche, convinti come me che solo con la collaborazione avremmo potuto raggiungere risultati importanti.

Cominciò quindi una fantastica avventura che ora vede partecipare quasi tutti i centri di ematologia italiani. Abbiamo creato una diffusa rete collaborativa che opera su tutto il territorio nazionale, in grado di assistere il paziente, dalle più complesse attività diagnostiche all’operatività clinica.

La ricerca scientifica è sempre stata l’obiettivo primario di questo progetto. Ripercorrendo con la memoria questi anni, vedo un percorso di grandi successi. Siamo stati testimoni di grandi svolte terapeutiche e ne siamo stati noi stessi artefici. Basti pensare alla terapia per la leucemia acuta promielocitica, all’impiego clinico degli anticorpi monoclonali, al trapianto di cellule staminali da donatore non identico e da cordone ombelicale, ai nuovi farmaci per la terapia della leucemia mieloide cronica, alle nuove strategie terapeutiche nel linfoma non Hodgkin e nel mieloma multiplo, ai nuovi farmaci intelligenti e ai tentativi di vaccino terapia.

Attualmente il GIMEMA è una Fondazione Onlus riconosciuta che, attraverso i suoi organi, opera promuovendo le attività del gruppo cooperatore. Al nucleo operativo centrale del GIMEMA, il Centro dati, viene affidata la realizzazione dei progetti di ricerca clinica. Il Centro Dati è un fiore all’occhiello, una struttura di eccellenza a livello internazionale nella gestione delle sperimentazioni cliniche.

 

Pensando a tutto questo non posso, però, non rivolgere anche un ringraziamento alle migliaia di persone che con il loro contributo sostengono l’AIL, l’Associazione Italiana contro le Leucemie, Linfomi e Mieloma. L’AIL ha avuto, e ha tuttora, un ruolo fondamentale nella crescita dell’Ematologia Italiana. Centinaia di medici, biologi, tecnici di laboratorio ed infermieri possono svolgere meglio il loro lavoro grazie all’AIL; grazie all’AIL, ed ai suoi infaticabili volontari a cui va un mio pensiero particolare, migliaia di pazienti possono usufruire di strutture ospedaliere moderne, di strumentazioni all’avanguardia, di assistenza domiciliare e delle case AIL, dove possono essere ospitati con le loro famiglie. E da molti anni l’AIL sostiene anche la ricerca scientifica del GIMEMA.

Ma nonostante tutti i successi acquisiti, questo lavoro non è terminato. Ci sono molte altre cose da fare, da capire, da migliorare. Molte terapie devono, e sottolineo devono, essere ancora migliorate affinché siano efficaci per tutti, non solo per molti.

Questo è il nostro fine, questo è l’obiettivo che il GIMEMA ha per il futuro: rimanere sempre concentrati sul nostro lavoro, consci della responsabilità di influire sulla vita di moltissime persone.

 

Prof. Franco Mandelli
Presidente Fondazione Gimema