Uno studio multicentrico italiano suggerisce che il trapianto di microbiota fecale possa essere una strategia sicura per ridurre le infezioni da batteri multiresistenti.
In breve:
- In una coorte di 22 pazienti pediatrici sottoposti a trapianto allogenico di cellule staminali ematopoietiche e colonizzati da batteri multiresistenti (MDR), il trapianto di microbiota fecale (FMT) si è dimostrato sicuro, con soli eventi avversi lievi e transitori.
- Il FMT ha mostrato un potenziale effetto di decolonizzazione intestinale dei batteri MDR, con il 77% dei pazienti decolonizzati a una settimana e circa il 50% ancora negativi a sei settimane.
- Nessun paziente decolonizzato ha sviluppato infezioni da MDR dopo il trapianto, suggerendo che la riduzione o eliminazione della colonizzazione intestinale possa contribuire a prevenire infezioni sistemiche gravi
Per i pazienti pediatrici sottoposti a trapianto allogenico di cellule staminali ematopoietiche (allo-HCT), le infezioni rappresentano uno dei rischi più gravi. Ciò è particolarmente vero quando il paziente – il cui microbioma è alterato a casua di trattamenti antibiotici, chemioterapia e farmaci immunosoppressori – è portatore di batteri multiresistenti (MDR) nell’intestino. Infatti, anche se la colonizzazione può essere inizialmente asintomatica, gli MDR possono passare nel flusso sanguigno durante i periodi di bassa immunità e provocare così infezioni potenzialmente letali.
Uno studio italiano multicentrico ha esaminato in maniera retrospettiva l’efficacia e la sicurezza del trapianto di microbiota fecale (FMT, procedura che consiste nel trasferire feci trattate provenienti da un donatore sano, accuratamente selezionato, nel tratto gastrointestinale di un paziente per ripristinare l’equilibrio del microbioma), nell’eradicare queste popolazioni batteriche dall’intestino prima e/o dopo il trapianto allo-HCT.
I ricercatori dei centri di trapianto pediatrici di Roma, Bologna e Padova hanno esaminato i risultati del FMT (eseguito tra il 2018 e il 2024) su 22 pazienti pediatrici, di età media 4 anni, che presentavano colonizzazione da batteri MDR. La maggior parte (73%) è stata sottoposta a FMT, con donatori sia provenienti dal nucleo familiare sia esterni, poche settimane prima del trapianto; i restanti 6 pazienti invece l’ha ricevuta in seguito (con una media di 65 giorni post-trapianto), in caso di recupero immunitario lento. La maggior parte dei pazienti ha ricevuto una sola infusione, mentre alcuni ne hanno ricevute due o tre.
I risultati sono incoraggianti, sia in termini di sicurezza sia di efficacia: innanzitutto, non è stato osservato nessun evento avverso grave correlato al FMT, ma solo effetti collaterali lievi (come nausea temporanea o dolore addominale), nel 23% dei pazienti, che si sono risolti completamente. Andando poi a misurare gli effetti sulle popolazioni batteriche MDR, i ricercatori hanno osservato che a una settimana dal FMT il 77% dei pazienti era completamente decolonizzato, dato che si manteneva al 52% nel follow up eseguito a 6 settimane. I pazienti che hanno ricevuto più di un’infusione hanno ottenuto risultati molto migliori: è stato infatti osservato l’88% di decolonizzazione a 6 settimane (a fronte del 44% di quelli che avevano ricevuto una singola infusione), suggerendo che FMT ripetuto possa aiutare i batteri del donatore a stabilirsi più efficacemente nell’intestino.
Ancora più importante, nessuno dei bambini che sono stati decolonizzati con successo ha sviluppato infezioni nel flusso sanguigno dovuti MDR. Tra quelli che sono rimasti colonizzati, solo il 20% ha sviluppato batteriemia dovuta al ceppo resistente: ciò supporta l’ipotesi che l’eliminazione (o anche solo la riduzione) dei batteri MDR nell’intestino possa proteggere da infezioni gravi dopo il trapianto.
Lo studio originale di Masetti R, et al. Fecal microbiota transplantation for decolonization from multidrug-resistant bacteria in pediatric allogeneic hematopoietic stem cell transplantation recipients: a retrospective real-world data study, pubblicato su Haematologica, è disponibile a questo link: https://doi.org/10.3324/haematol.2025.288067
