PAPER IN BRIEF

Uno studio retrospettivo presenta un nuovo score citofluorimetrico, basato su specifiche combinazioni di marcatori immunofenotipici, per identificare rapidamente la leucemia promielocitica acuta, una forma di leucemia altamente curabile ma associata a un elevato rischio di morte precoce.

In breve

  • Lo studio retrospettivo si basa su 158 casi di leucemia acuta promielocitica (APL) valutati mediante citometria a flusso multiparametrica (CFM) per identificare marker diagnostici rapidi e affidabili.
  • È stato sviluppato un nuovo score citofluorimetrico APLY (Acute Promyelocytic Leukemia flow cytometric identitY), basato su tre coppie di combinazioni antigeniche: CD9+/CD99+, CD34+/CD2+ e HLA-DR-/CD11b-.
  • L’APLY score ha mostrato elevata accuratezza nella diagnosi della leucemia promielocitica acuta (sensibilità 100%, specificità 88.4%), risultando superiore allo score storico di Orfao et al.del 1999.

La leucemia promielocitica acuta (APL) rappresenta una sottoclasse specifica di leucemia acuta mieloide (AML), morfologicamente distinta in due classi: classica (ipergranulare-M3c) e variante (microgranulare-M3v). Nonostante l’elevatissima curabilità ottenuta con terapie a base di Acido All-Trans Retinoico (ATRA) e Triossido di Arsenico (ATO), l’APL è tuttora un’emergenza ematologica, a causa dell’elevato rischio di coagulopatia fatale e morte precoce, spesso prima ancora dell’avvio del trattamento. In questo contesto, la rapidità diagnostica costituisce un cardine irrinunciabile e cruciale nel management clinico.

Un nuovo studio retrospettivo condotto presso il Dipartimento di Ematologia della Sapienza Università di Roma, i cui risultati sono stati recentemente pubblicati su Haematologica, propone un nuovo score citofluorimetrico, denominato APLY (Acute Promyelocytic Leukemia flow cytometric identitY), finalizzato a migliorare l’identificazione rapida dell’APL mediante citometria a flusso multiparametrica (CFM). L’analisi ha incluso 158 casi con APL diagnosticati tra il 1997 e il 2024. L’età media di questa coorte era di 53 anni e il 24% dei casi presentava morfologia microgranulare variante (M3v).

L’analisi immunofenotipica ha confermato l’espressione costante e intensa di diversi marcatori immunofenotipici, tra cui CD9, CD99, CD13, CD33, CD38, CD117 e MPO (l’enzima mieloperossidasi). L’assenza degli antigeni HLA-DR e CD15 è stata confermata nella quasi totalità dei casi. Circa il 30% dei pazienti mostrava infine positività per gli antigeni CD34, frequentemente associata a coespressione dell’antigene CD2, soprattutto nelle M3v.

Per valutare il potere discriminante dei marker identificati e sviluppare quindi l’APLY score, i ricercatori hanno confrontato 61 casi di APL con 97 casi di AML non-APL diagnosticate nello stesso periodo, che comprendeva sottogruppi molecolari eterogenei e cariotipi complessi. L’analisi multivariata ha identificato tre combinazioni antigeniche significativamente associate alla diagnosi della leucemia promielocitica acuta: coespressione degli antigeni CD9/CD99, coespressione degli antigeni CD34/CD2 e doppia negatività HLA-DR/CD11b.

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Particolare rilevanza assume l’osservazione dell’espressione uniforme di CD99 in tutti i casi di APL analizzati. Sebbene la positività di CD9 sia già nota in letteratura come caratteristica tipica della APL, questo studio rappresenta il primo lavoro che dimostra una concordanza completa tra CD9 e CD99, suggerendo una possibile firma immunofenotipica duale altamente specifica per questa patologia.

Il nuovo score APLY ha mostrato una sensibilità e un valore predittivo del 100%, e una specificità dell’88,4%. Il confronto con lo storico score di Orfao et al. del 1999 ha evidenziato una sensibilità nettamente superiore dell’APLY score, mantenendo una specificità comparabile.

“Quello che proponiamo è dunque un sistema semplice, facilmente applicabile nella pratica clinica e basato su marker immunofenotipici largamente disponibili nei laboratori di citofluorimetria di routine. L’APLY score potrebbe quindi rappresentare uno strumento di screening rapido e altamente affidabile per identificare i pazienti candidati a immediata terapia con ATRA e ad approfondimento molecolare urgente per PML::RARA. L’impatto di questa nuova metodologia di screening è particolarmente importante nei centri periferici o nei contesti a limitato accesso diagnostico, dove i tempi della biologia molecolare possono risultare incompatibili con la necessità di trattamento precoce”. Maria Stefania De Propris, Responsabile del Laboratorio di Immunofenotipo presso la Sezione di Ematologia della UOC Ematologia e Trapianto di Midollo del Dipartimento di Medicina Traslazionale e di Precisione dell'Università Sapienza di Roma e autrice dello studio

Il paper originale di Laganà A, et al. Rapid and accurate identification of acute promyelocytic leukemia with a novel multiparametric flow cytometric scoring system, pubblicato sulla rivista Haematologica, è disponibile al seguente link: https://doi.org/10.3324/haematol.2025.289104