Il Gruppo resterà in carica per un anno e ha il compito di formulare proposte per includere le neoplasie ematologiche croniche nel piano italiano sulle cronicità. L’obiettivo è garantire equità di accesso alle cure e ridurre le disuguaglianze e i costi a carico delle famiglie.

Il 20 ottobre 2026 è stato formalmente istituito il “Gruppo di lavoro tecnico per l’approfondimento dell’inserimento della psoriasi e delle neoplasie ematologiche croniche nel Piano Nazionale della Cronicità” con decreto del Ministero della Salute.

Ne fanno parte, oltre ai rappresentanti del ministero e dell’Istituto Superiore di Sanità, anche associazioni scientifiche e del terzo settore, tra le quali la Fondazione GIMEMA Franco Mandelli ETS e l’Associazione italiana contro le leucemie-linfomi e mieloma (AIL), uniche rappresentanti per l’ematologia oncologica. A queste si aggiungono inoltre l’associazione Salutequità, l’Associazione Psoriasici Italiani Amici della Fondazione Corazza (APIAFCO), l’Associazione Psoriasici Italiani Amici della Fondazione Corazza (APIAFCO), la Società Italiana di Dermatologia medica, chirurgica, estetica e di Malattie Sessualmente Trasmesse (SIDeMaST) e la Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere (FIASO).

I progressi della ricerca e delle terapie hanno trasformato molti tumori del sangue in malattie croniche a lunga sopravvivenza con bisogni assistenziali complessi e continuativi, multidisciplinari e integrati.

Il Gruppo resterà in carica per un anno e ha il compito di formulare proposte e raccomandazioni per l’eventuale aggiornamento del Piano Nazionale della Cronicità (PNC) e l’inclusione delle neoplasie ematologiche croniche e della psoriasi nella programmazione nazionale, in modo da garantire equità di accesso alle cure e ridurre le disuguaglianze territoriali e i costi per le famiglie.

Nello specifico il Gruppo fornirà consulenza tecnico scientifica relativa all’attuale quadro epidemiologico e clinico-assistenziale per queste patologie e individuerà eventuali modelli di presa in carico, continuità assistenziale delle cure e monitoraggio.

Ad oggi i pazienti con diagnosi di tumori del sangue si trovano di fronte a differenze regionali nell’accesso ai servizi, variabilità nei percorsi assistenziali, accesso disomogeneo alle terapie innovative, insufficiente integrazione ospedale-territorio e difficoltà di presa in carico. Per quanto riguarda le malattie ematologiche, in Italia sono più di 300 mila le persone viventi dopo una diagnosi di leucemia e linfoma (Hodgkin e non Hodgkin). Quasi 25 mila le nuove diagnosi nel 2025 solo per questi tumori (fonte “I numeri del cancro in Italia”, AIOM).

L’istituzione di questo gruppo tecnico è il risultato dell’iniziativa lanciata lo scorso 8 giugno nel corso dell’evento “Equità di accesso alle cure in oncoematologia e psoriasi. L’aggiornamento del Piano Nazionale Cronicità per garantire più diritti dei pazienti” – promosso da Salutequità con il Patrocinio di AIL e APIAFCO. Durante l’evento, che ha riunito istituzioni, clinici ed esperti per discutere delle criticità ancora irrisolte, le associazioni promotrici hanno presentato al Ministero della Salute un appello per l’inclusione di queste patologie nel PNC.

Le richieste presenti nel documento includevano inoltre: la definizione di percorsi diagnostico-terapeutico-assistenziali (PDTA), anche integrati dalla Digital Health, con indicatori precisi e monitorabili; il rafforzamento dell’integrazione ospedale–territorio, in particolare per una diagnosi più tempestiva, il follow-up e la gestione a lungo termine; la valorizzazione del ruolo delle associazioni di pazienti nei processi di programmazione, monitoraggio e valutazione della cronicità, come previsto dallo stesso Piano Nazionale Cronicità.

“La partecipazione di GIMEMA e AIL a questo gruppo di lavoro rappresenta un’importante opportunità per portare all’attenzione delle istituzioni le esigenze delle persone che convivono con una neoplasia ematologica cronica“, ha commentato Marco Vignetti, presidente della Fondazione GIMEMA. “Perché questo contributo sia realmente incisivo, sarà fondamentale poter contare sul sostegno e sulla partecipazione attiva dell’intera comunità ematologica italiana. Solo attraverso una visione condivisa, che integri l’esperienza dei professionisti e i bisogni concreti dei pazienti, potremo contribuire a definire proposte capaci di tradursi in un riconoscimento più adeguato di queste patologie nell’ambito del Piano Nazionale della Cronicità”.

 

Decreto di istituzione del Gruppo di lavoro