CARE INSIGHT

I primi giorni dopo l’infusione della terapia CAR-T rappresentano una fase particolarmente delicata del percorso terapeutico del linfoma diffuso a grandi cellule B: ecco perché è importante sapere cosa osservare e, soprattutto, comunicare al team curante ogni cambiamento significativo.

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In questo articolo

  1. Perché i primi 10 giorni dopo la CAR-T sono un periodo delicato?
  2. Quali sono i sintomi più frequenti?
  3. Quali segnali richiedono particolare attenzione?
  4. Come prepararsi al monitoraggio dopo la CAR-T?

Le cellule CAR-T (Chimeric Antigen Receptor T-cell) rappresentano una forma avanzata di immunoterapia cellulare adottiva, che ha trovato nei linfomi a cellule B una delle prime e principali indicazioni in ambito onco-ematologico. In particolare, questa strategia terapeutica è oggi consolidata nel trattamento di pazienti con linfoma diffuso a grandi cellule B (DLBCL) recidivato o refrattario. Il trattamento parte dalle cellule T del paziente, che vengono prelevate e quindi ingegnerizzate in laboratorio affinché possano riconoscere e attaccare le cellule tumorali.

Una volta reinfuse nell’organismo, queste cellule possono però determinare una risposta infiammatoria intensa. È per questo motivo che il periodo immediatamente successivo all’infusione richiede un monitoraggio molto attento. Tra le complicanze acute più conosciute vi sono la sindrome da rilascio di citochine, indicata con la sigla CRS, e la sindrome di neurotossicità associata alle cellule effettrici immunitarie, o ICANS. Accanto a queste condizioni possono però comparire anche vari sintomi che incidono sulla vita quotidiana del paziente e che è importante non trascurare.

Uno studio italiano pubblicato nel 2026, guidato da Fabio Efficace, a capo dell’Unità di Qualità di Vita del GIMEMA, e da Alice di Rocco, ematologa del Policlinico Umberto I di Roma, ha indagato, chiedendo direttamente ai pazienti con linfomi non Hodgkin B aggressivi, i principali sintomi che sperimentavano dopo 10 giorni dall’infusione della terapia CAR-T. Il disturbo più comune è risultato l’affaticamento, riportato dall’87% dei partecipanti (e vale la pena sottolineare che l’affaticamento oncologico, o fatigue, non coincide necessariamente con la normale stanchezza dopo una giornata impegnativa: può essere una sensazione persistente di esaurimento e mancanza di energie, non sempre proporzionata alle attività svolte e non necessariamente risolta dal riposo). Seguono la riduzione dell’appetito, segnalata dall’83% dei pazienti, e l’insonnia, presente nel 79%. Molto frequenti erano anche i brividi, riferiti dal 73%, e la diarrea, dal 70%. Più della metà dei pazienti ha inoltre segnalato tristezza, dolore generale, vertigini, dolori articolari e muscolari, mal di testa e difficoltà di concentrazione. Non tutti questi sintomi erano necessariamente gravi.

Si tratta di dati importanti da conoscere, perché restituiscono un quadro molto più ampio rispetto alle sole tossicità per le quali le CAR-T sono maggiormente conosciute.

È comunque importante precisare due aspetti. Innanzitutto, questi numeri non significano che ogni persona affetta da linfoma diffuso a grandi cellule B e sottoposta a CAR-T avrà gli stessi disturbi, né che la comparsa di uno di essi indichi automaticamente una complicanza grave. Mostrano però quanto possa essere consistente il carico di sintomi percepiti nella fase precoce dopo il trattamento.

Il secondo aspetto da non trascurare, e collegato al primo, è che un sintomo non deve essere ignorato soltanto perché sembra un effetto “normale” o prevedibile della terapia. La sua importanza dipende anche dall’intensità, dalla velocità con cui compare o peggiora, dalla presenza contemporanea di altri disturbi e dalle condizioni generali della persona: la valutazione complessiva spetta al team che conosce il percorso terapeutico del singolo paziente.

Quali segnali richiedono particolare attenzione?

Dopo l’infusione delle CAR-T, pazienti e caregiver ricevono dal centro indicazioni specifiche sui sintomi da monitorare e sui comportamenti da adottare. È importante sottolineare che tempi, modalità di sorveglianza e indicazioni possono variare in relazione al prodotto cellulare utilizzato e alla situazione clinica individuale.

In linea generale, comunque, tra i segni e sintomi che devono essere segnalati vi sono febbre e brividi, difficoltà respiratoria, capogiri o sensazione di “testa leggera”, nausea, vomito o diarrea, battito cardiaco accelerato, forte stanchezza o debolezza.

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Non meno importanti sono eventuali alterazioni neurologiche, che si osservano nella maggior parte dei casi entro le 8 settimane successive alla terapia: difficoltà nel parlare o nell’esprimersi, confusione, disorientamento, cambiamenti insoliti nel comportamento o nello stato di coscienza, che devono dunque essere segnalati tempestivamente. Vale la pena sottolineare che in questo contesto il caregiver può avere un ruolo particolarmente importante, perché può essere in grado di rilevare alcuni cambiamenti anche meglio del paziente che li sta vivendo.

Infine, è importante segnalare anche sintomi apparentemente minori. Talvolta si può pensare che non valga la pena parlare di insonnia, perdita dell’appetito, stanchezza o difficoltà di concentrazione, perché considerati inevitabili dopo una terapia così impegnativa. Tuttavia, se non vengono riferiti, il team curante può non avere una fotografia completa di come il paziente sta vivendo il periodo successivo al trattamento.

Come prepararsi al monitoraggio dopo la CAR-T nel linfoma diffuso a grandi cellule B?

Per prepararsi al monitoraggio dopo la terapia, il primo fondamentale passaggio è leggere e conservare le indicazioni fornite dal proprio team curante, assicurandosi di averle comprese e senza tralasciare di riuscire a reperire rapidamente i numeri da contattare in caso di problemi. È importante ribadire che questa istruzioni sono particolarmente preziose e tengono conto del trattamento ricevuto e della situazione individuale di ogni paziente.

Può inoltre essere utile osservare giorno per giorno eventuali cambiamenti e annotare la comparsa dei sintomi. Oltre alla temperatura, quando previsto dal centro, si possono tenere sotto controllo la capacità di mangiare e bere, eventuali episodi di nausea, vomito o diarrea, l’intensità della stanchezza e del dolore e possibili cambiamenti nelle capacità cognitive o nel comportamento. Il caregiver può contribuire soprattutto al riconoscimento di eventuali condizioni neurologiche. In presenza di un sintomo indicato dal centro come segnale di allarme bisogna seguire immediatamente le istruzioni ricevute.


Fonti:

  •  Ahmed N, Wesson W, Lutfi F et al. Optimizing the post-CAR T monitoring period in recipients of axicabtagene ciloleucel, tisagenlecleucel, and lisocabtagene maraleucel. Blood Adv 2024, 8(20):5346-5354 https://doi.org/10.1182/bloodadvances.2023012549
  • Efficace F, Zinzani PL, Bonifazi F et al, Real-world patient-reported symptomatic adverse events and concordance with physician assessments after CAR T-cell therapy in patients with aggressive B-cell lymphomas: a prospective study, Lancet Haemathol 2026, 13(7):e460-e470 10.1016/S2352-3026(26)00128-6
  • EMA, Kymriah (tisagenlecleucel), https://www.ema.europa.eu/en/medicines/human/EPAR/kymriah
  • EMA, Tecartus (brexucabtagene autoleucel), https://www.ema.europa.eu/en/medicines/human/EPAR/tecartus
  • EMA, Yescarta (axicabtagene ciloleucel), https://www.ema.europa.eu/en/medicines/human/EPAR/yescarta
  • Hayden PJ, Roddie C, Bader P et al. Management of adults and children receiving CAR T-cell therapy: 2021 best practice recommendations of the European Society for Blood and Marrow Transplantation (EBMT) and the Joint Accreditation Committee of ISCT and EBMT (JACIE) and the European Haematology Association (EHA). Ann Oncol 2022, 33(3):259-275 https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/34923107/
  • Wang XS, Srour SA. Patient-reported outcomes after CAR T-cell therapy in patients with hematological malignancies. Hematology Am Soc Hematol Educ Program 2024 (1): 102–108 10.1182/hematology.2024000536