Il trattamento con inibitori della tirosin-chinasi di Bruton (BTK) è associato a un rischio elevato di tossicità cardiovascolare. L’individuazione dei fattori di rischio e il loro monitoraggio potrebbero aiutare nella gestione degli eventi avversi.
Gli inibitori della tirosin-chinasi di Bruton (BTK, Bruton Tyrosine Kinase) hanno rivoluzionato la cura della leucemia linfatica cronica (CLL, nell’acronimo inglese), migliorandone la gestione nel lungo periodo. Questo tipo di trattamento è stato tuttavia associato a un rischio più alto di eventi avversi cardiovascolari, come fibrillazione atriale, ipertensione, aritmie ventricolari e, più raramente, scompenso cardiaco. In un lavoro di revisione, di recente pubblicato sull’European Journal of Haematology, gli autori hanno analizzato l’incidenza, la gestione e l’impatto clinico delle tossicità cardiologiche correlate agli inibitori di BTK nei pazienti con leucemia linfatica cronica, proponendo delle strategie pratiche di gestione clinica.
Gli inibitori della BTK sono farmaci mirati che bloccano un enzima chiave per la sopravvivenza delle cellule tumorali.
I BTK-inibitori di prima generazione, come ibrutinib, sono stati i primi ad affermarsi, dimostrando grande efficacia. Eppure, i pazienti con CLL trattati con ibrutinib sembrano avere un rischio quattro volte più alto, rispetto ai pazienti non in trattamento, di eventi avversi cardiovascolari, in particolare di fibrillazione atriale. I successivi BTK-inibitori, detti di seconda generazione, tra cui acalabrutinib e zanubrutinib, sono stati progettati per avere una maggiore specificità di bersaglio, con una minore tossicità cardiovascolare. Ciononostante, il rischio di eventi cardiovascolari non è completamente eliminato, suggerendo l’esistenza di un effetto di classe per gli inibitori di BTK.
Gli autori hanno svolto una revisione sistematica della letteratura, esaminando in dettaglio il rischio di tossicità cardiovascolare associato alla terapia con inibitori di BTK, con particolare attenzione ai pazienti con comorbidità preesistenti. “I pazienti con leucemia linfatica cronica hanno un’età mediana di 72 anni e quindi presentano spesso comorbidità cardiovascolari, già di base”, ci spiega Stefano Molica, professore presso il Dipartimento di Ematologia della Hull University Teaching Hospitals NHS Trust, nel Regno Unito, coautore dello studio insieme a Stefano Oliva, cardio-oncologo dell’IRCCS Istituto Tumori “Giovanni Paolo II” di Bari.
“In particolare, uno studio del gruppo della Mayo Clinic ha dimostrato che, per questi pazienti, il rischio di fibrillazione atriale aumenta di circa l’1% l’anno, anche in assenza di esposizione a inibitori di BTK. Per questo motivo, la terapia con inibitori di BTK può agire come un potente fattore scatenante per lo sviluppo di eventi cardiovascolari avversi in questi pazienti”.
Gli autori propongono un approccio centrato sul paziente che integri alla valutazione cardiologica iniziale il monitoraggio longitudinale delle condizioni cardiovascolari, attraverso esami come la misurazione della pressione e l’elettrocardiogramma.
“Tutti gli inibitori di BTK, compresi i più selettivi di seconda generazione, che oggi rappresentano un pilastro terapeutico per la leucemia linfatica cronica, si portano dietro l’effetto di classe tipico di questi agenti.
All’iniziale selezione del paziente sulla base del livello di rischio cardiovascolare deve seguire, pertanto, un attento monitoraggio e, se possibile, una correzione precoce di fattori di rischio modificabili, come l’ipertensione arteriosa, che è il principale determinante della fibrillazione atriale”.
Per l’individuazione e il monitoraggio dei fattori di rischio, di grande utilità risulterebbe essere l’interazione tra ematologo, cardio-oncologo e paziente: “Noi crediamo molto in un approccio più globale, con una stretta collaborazione tra ematologo e cardio-oncologo, e nell’educazione del paziente a riferire subito sintomi come palpitazioni, dispnea o dolore toracico, che possono essere sintomi precoci di tossicità cardiaca”, conclude il professor Molica.
La review originale di Stefano Oliva e Stefano Molica, Cardiovascular Challenges in Chronic Lymphocytic Leukemia (CLL) Patients Undergoing Bruton Tyrosine Kinase (BTK) Inhibitor Therapy, pubblicato sulla rivista European Journal of Haematology, è disponibile al seguente link: https://doi.org/10.1111/ejh.70047